Perché esistiamo La nostra missione
Chi siamo davvero
Dove nasce il nostro lavoro sul pregiudizio di recenza
Eravamo in una sala riunioni con un comitato rischi agitato dai movimenti recenti del mercato. Le decisioni si stavano spostando sui titoli del giorno prima, ignorando anni di politiche deliberate con cura. In quel momento abbiamo capito che il problema non era mancanza di dati, ma il pregiudizio di recenza che spingeva tutti a sovrappesare le ultime notizie rispetto alla storia completa.
Quella riunione ci ha mostrato quanto sia facile inseguire l’ultimo grafico e dimenticare la strategia scritta.
Un tavolo condiviso
Un momento di confronto tra risk manager, legali e noi, davanti a una lavagna piena di scenari temporali.
Un team tra numeri e comportamenti
Arriviamo da percorsi intrecciati tra analisi finanziaria, psicologia cognitiva e gestione del rischio operativo. Abbiamo lavorato con team che devono spiegare decisioni ex post a comitati interni e autorità di vigilanza, spesso sotto pressione. Questo ci ha insegnato a tradurre concetti complessi come il pregiudizio di recenza in processi, checklist e documentazione che resistono alle domande difficili.
Da allora costruiamo strumenti decisionali che parlano sia la lingua dei numeri sia quella dei comportamenti.
Mappa delle connessioni
Schema che collega bias cognitivi, governance interna e processi decisionali documentati nel tempo.
Casi reali, non teorie astratte
Quando parliamo di finanza comportamentale, partiamo da casi reali. Raccogliamo citazioni anonime da comitati rischi, responsabili prodotto e compliance officer che hanno visto come le ultime settimane di mercato possano oscurare analisi pluriennali. Usiamo queste voci per costruire esempi concreti che risuonano con i team e rendono il pregiudizio di recenza qualcosa di riconoscibile, non un concetto astratto.
Questo ci aiuta a evitare slogan e a concentrarci su ciò che effettivamente cambia i comportamenti.
Voci dal campo
Citazioni sintetiche proiettate in una sala riunioni per avviare il confronto sul pregiudizio di recenza.
Perché lavoriamo con voi adesso
Oggi ci concentriamo su organizzazioni che vogliono rendere più robusti i loro processi decisionali di fronte alla volatilità delle informazioni. Non proponiamo soluzioni automatiche, ma un lavoro condiviso per integrare il fattore tempo nelle analisi, chiarire quali dati contano davvero e come documentare le scelte. Il nostro obiettivo è ridurre l’impatto del pregiudizio di recenza senza bloccare la capacità di reagire quando serve.
In ogni collaborazione chiediamo: cosa deve restare solido quando l’ultimo grafico sembra urlare il contrario?
Sguardo nel tempo
Una timeline che mostra come le decisioni vengono riviste alla luce di nuove informazioni senza cadere nel pregiudizio di recenza.
I valori che ci guidano
Trasparenza radicale
Parliamo apertamente di limiti, incertezze e possibili effetti collaterali del pregiudizio di recenza. Non promettiamo risultati automatici, ma ci impegniamo a rendere chiaro cosa possiamo fare insieme e cosa resta responsabilità dell’organizzazione. Questo include ricordare che past performance does not guarantee future results e che ogni contesto richiede valutazioni autonome.
Evidenze applicate
Ancoriamo il lavoro a studi di finanza comportamentale e psicologia cognitiva, ma li traduciamo in strumenti pratici per i team. Non basta nominare il pregiudizio di recenza, serve capire dove entra nei processi, come si manifesta nei documenti e quali domande possono ridurne l’impatto senza paralizzare le decisioni.
Pensiero temporale
Mettiamo il fattore tempo al centro. Chiediamo sempre quale orizzonte è rilevante, quali dati storici sono disponibili e come gli eventi recenti vengono pesati rispetto al quadro complessivo. Questo approccio aiuta a evitare reazioni eccessive agli ultimi movimenti e a rendere più coerenti le spiegazioni fornite agli stakeholder interni ed esterni.
Pragmatismo rispettoso
Collaborazione empatica
Ci interessa che le persone possano discutere apertamente dei propri bias senza sentirsi giudicate. Creiamo spazi in cui risk manager, legali e business possano confrontarsi sulle pressioni del “qui e ora” e sulle implicazioni di lungo periodo, sapendo che i risultati possono variare e che nessuno ha una visione completa.
Un team che unisce finanza, psicologia e governance interna
Chiara Rossi, cofondatrice e analista comportamentale
Lead consultant su processi decisionali e bias cognitivi
«Arrivo da anni di lavoro tra analisi finanziaria e gestione del rischio operativo. In molte riunioni vedevo come le ultime notizie di mercato pesassero più dei dati storici ben documentati. In Glaveriona abbiamo trasformato queste osservazioni in un metodo strutturato, che aiuta i team a distinguere tra segnali utili e semplice rumore recente. Mi interessa soprattutto rendere queste dinamiche visibili nei verbali e nei materiali di supporto alle decisioni, così che tutti possano discuterle apertamente.»
Luca Bianchi, responsabile framework decisionali
Coordinamento progetti con funzioni legali e compliance
«Ho lavorato a lungo su policy interne e matrici di rischio. Spesso le regole esistono, ma vengono interpretate alla luce degli ultimi eventi, in modo non sempre coerente. In Glaveriona mi occupo di collegare il lavoro sul pregiudizio di recenza alle esigenze di governance: chi decide cosa, con quali informazioni e in quali tempi. Il nostro obiettivo non è bloccare le decisioni, ma dare ai team una struttura che regga anche quando la pressione informativa aumenta. I risultati possono variare, ma il confronto diventa più trasparente.»
Elena Conti, specialista in psicologia cognitiva
Ricerca su bias e traduzione in strumenti pratici
«Vengo dalla psicologia cognitiva e mi sono avvicinata alla finanza vedendo quanto le stesse distorsioni decisionali compaiano in contesti molto diversi. In Glaveriona raccolgo casi, frasi e situazioni tipiche in cui il pregiudizio di recenza emerge senza essere nominato. Il mio lavoro è trasformare queste osservazioni in schemi, domande guida e materiali che i team possano usare prima di prendere decisioni rilevanti. Mi interessa soprattutto che ogni strumento sia realistico rispetto ai vincoli di tempo delle persone.»